Che cosa insegniamo 

OMEOPATIA COSTITUZIONALE

L’ Accademia di Omeopatia insegna a comprendere e a interagire con le varie costituzioni individuali, aiutando a recuperare  e a preservare il miglior stato di salute possibile.

Ma che cosa è una costituzione?

Un individuo è uguale solo a se stesso. Lo è geneticamente, fisicamente, ma anche rispetto alle sensibilità, ai pensieri, alle risposte emotive e ai progetti che lo animano.

Possiamo dire che è unico non solamente nel cosa (la materia di cui è fatto, i sintomi che sviluppa ecc), ma anche nel come (le caratteristiche uniche  con cui esprime la sua individualità).

La costituzione è  allo stesso tempo il cosa  e il come.   E’ una struttura “complessa”, e cioè composta da molte parti che interagiscono fra loro, che si adattano agli stimoli dell’ambiente e, rispondendo ad essi, creano scenari sempre nuovi.  La costituzione evolve e muta costantemente, nel modo particolare, individuale, che la caratterizza.

Questa individualità  è ciò che chiamiamo costituzione,  il cosa unito al come, ed è ciò che l’omeopatia costituzionale osserva, cerca di comprendere e con la quale, con i suoi rimedi,  interagisce.

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SALUTE E MALATTIA

L’Accademia di Omeopatia insegna a comprendere che cosa siano salute e malattia e le regole del processo di guarigione.

Quando siamo in salute possiamo usare liberamente le nostre energie per muoverci, per esprimerci, per progettare, per connetterci con il mondo.

Quando siamo malati,  le nostre energie  si organizzano in schemi di risposta meno “liberi”. Le nostre  energie sono impegnate, possiamo anche dire “intrappolate” in un nuovo stato,  che ha nuove caratteristiche. Queste nuove caratteristiche sono ciò che chiamiamo “sintomi”.

Un “sintomo”, dal greco, è qualcosa che “accade con”,  è ciò che indica concretamente che il cambiamento è avvenuto, ed è anche ciò che dobbiamo osservare per comprendere la struttura della nuova condizione, il nuovo stato che si manifesta, e per interagire con esso.

E ‘ importante tenere a mente che quando si verifica un cambiamento di stato, da salute a malattia o viceversa, questo cambiamento interessa tutto il sistema, non solo una sua singola parte. Per quanto sia possibile che i sintomi si concentrino prevalentemente solo in una parte dell’organismo,  tutte le parti componenti l’organismo sono comunque coinvolte, si adattano l’una all’altra in questo nuovo stato. Questo è molto chiaro se osserviamo come la malattia fisica impatta la mente del malato, e viceversa.

Per questo, l’oggetto di studio della medicina omeopatica costituzionale non è il tessuto malato o la “malattia” (otite, bronchite, cistite ecc), ma la costituzione, e cioè la particolare organizzazione dei sintomi sia a livello fisico, che mentale, che emotivo, che definiscono l’individualità propria della persona.

L’omeopatia costituzionale studia e osserva i sintomi  perché sono espressione della costituzione e, soprattutto, perché sono indizi del senso della loro organizzazione. Le qualita dinamiche che essi esprimono in se stessi e nella relazione fra loro, a livello fisico, mentale o emotivo,  è ciò che li organizza, e che chiamiamo costituzione.

La natura “complessa” (interattiva, connessa, creativa , ..) della costituzione  (organismo) richiede uno sguardo e strumenti (modelli) capaci di comprenderla in quanto totalità organica dinamica: l’omeopatia costituzionale addestra a non rendere il “particolare”, il “sintomo unico e localizzato”  l’oggetto assoluto della ricerca, ma a scoprire  e comprendere l’integrazione del particolare nella totalità di cui è parte. L’omeopatia costituzionale  studia e interpreta il succedersi di complessi mutamenti nell’organizzazione di un sistema (organismo) cercando di comprenderne l’organizzazione dinamica e interagendo con esso per stimolare  una risposta favorevole, un processo di recupero del miglior stato di  equilibrio possibile.

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CHE COSA È UN RIMEDIO OMEOPATICO

Il rimedio omeopatico è una informazione che è in grado di  generare una risposta globale nella costituzione,  spesso un vero e proprio cambio di stato.  L’interazione tra rimedio omeopatico e organismo riguarda l’intero assetto dell’organismo, e non una sua singola parte. In un percorso di guarigione, significa una migliore organizzazione generale,  e  non la semplice scomparsa di sintomi locali.

Per far si che l’informazione entri in risonanza positiva e costruttiva con l’organismo, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:

  •  – il sistema organismo (la costituzione) è conosciuto nelle sue modalità di reazione complessiva agli stress, nelle sue modalità di adattamento allo stress
  • –  il rimedio (l’informazione) è conosciuto chiaramente negli  effetti che produce quando entra in contatto con un sistema ad esso sensibile. Questo è studiato  in fase di sperimentazione su individui sani da 200 anni.
  • –  pur nella complessità di questa relazione, si può prevedere in termini di probabilità la direzione risultante da questa interazione, e quindi valutare i  risultati

Da un punto di vista fisico, il rimedio omeopatico è un pallino di lattosio imbevuto di una soluzione ottenuta dall’ aver disciolto in acqua una sostanza (minerale, vegetale o animale) dopo averla resa solubile.  Tale soluzione è poi “attivata”, dinamizzata, cioè scossa meccanicamente, centinaia di volte.

Da 200 anni, nel processo di  sperimentazione, si osserva che rimedi così preparati, ad oggi circa 5.000, somministrati a gruppi di individui sani, generano sintomi sia a livello mentale, che fisico ed emotivo. Questi sintomi sono dinamici,  cioè  esprimono  specifiche caratteristiche e  una relazione causale fra loro.

Lo stato,  e cioè i sintomi  e la dinamica che li unisce,  che emerge in fase di sperimentazione in una persona sana somministrato un certo rimedio,   è lo stesso  che può essere guarito da quello stesso rimedio in una persona ammalata, a patto che i sintomi  e  la relazione dinamica siano simili a quanto emerso nella sperimentazione.  

Il simile cura il simile.

Che cosa succeda alla materia così diluita e dinamizzata, la scienza, ad oggi, non lo sa spiegare, anche se esperimenti hanno dato evidenza delle differenze elettromagnetiche tra un pallino di lattosio neutro e uno imbevuto.    Tuttavia, se non si riesce a spiegare un fenomeno,  questo non significa che il fenomeno non esista.

Da sempre nel cammino della scienza, ciò che non è spiegabile con le teorie dominanti al momento, verrà compreso un giorno per mezzo di una nuova teoria più ampia della precedente, che ne darà ragione. E così sarà.

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IL RIMEDIO UNICO

Il rimedio unico è al tempo la più grande forza e la più grande difficoltà dell’omeopatia.

E’ facile comprendere  a livello teorico che se si vuole generare una risposta complessiva in un sistema, bisogna aver uno strumento che sia in grado di dialogare con la sua totalità.  Per farlo, è necessario comprendere molto bene l’organizzazione di tale sistema da un lato, e dall’altro conoscere con precisione gli effetti dei rimedi sugli organismi, nel loro complesso.

Non è un compito facile, richiede un grande studio e molta esperienza clinica.

Più semplice è invece utilizzare l’omeopatia per ottenere risposte locali, sintomatiche. Ed è questo il senso di pratiche omeopatiche che utilizzano più rimedi contemporaneamente.

Da 200 anni l’omeopatia costituzionale si fonda sull’osservazione sperimentale di ciò che una sostanza opportunamente preparata genera in una costituzione e cura somministrando lo stesso rimedio al malato i cui sintomi sono simili a quanto emerso nella sperimentazione. Un solo rimedio, uno solo stato, una specifica costellazione di sintomi, una specifica relazione dinamica tra loro.

Non si può non essere innamorati del pensiero omeopatico costituzionale per praticarlo, non si può pensare di praticarlo senza assolvere a ciò che Hahneman indicava come lo scopo dell’omeopatia, quello di guarire il malato e cioè di sostenerlo nel suo percorso verso uno stato in cui  l’armonia di tutte le funzioni organiche, di sensi e attività, permette alla ragione di servirsene liberamente, per assolvere agli scopi superiori della nostra esistenza.

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CICLI E SEGMENTI di P.Herscu

Per sapere come agire su una costituzione, dobbiamo comprendere come  è organizzata, la ragione del perché sviluppa certi sintomi, la modalità in cui li manifesta e lo stimolo di cui ha bisogno per iniziare un processo di riorganizzazione positivo verso un migliore stato di salute.

Comprendere una tale organizzazione significa avere strumenti che possano guidarci in questa complessità. La trappola è quella di perdere di vista la totalità della costituzione (il cosa  e il come) e prescrivere solo per alcuni sintomi, che sono una parte del sistema, non la totalità.

Il modello dei  Cicli e Segmenti   di P. Herscu è uno strumento per “agganciare” la complessità della costituzione, per intravedere nell’apparente  disordine di sintomi, le caratteristiche qualitative che permettono di raggrupparli in unità di senso, legati da relazioni causali e temporali, e cioè, di leggerne la dinamica adattativa.

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OMEOPATIA E SCIENZA

H.